Agricoltura a Vignola: regole e strutture per la qualità
L’agricoltura ed in particolare la cerasicoltura hanno avuto un ruolo importante nella crescita della città di Vignola, come possono ricordare i nostri genitori o nonni il nome “Vignola” abbinato alla parola “frutta” era sinonimo di qualità e di eccellenza.
Purtroppo oggigiorno questo motore economico che ha permesso lo sviluppo di importanti attività artigianali, industriali e commerciali si è inceppato. Forse la cattiva gestione, l’eccessiva avarizia, mancati investimenti e le politiche di sviluppo errate hanno provocato una perdita di competitività e di interesse nel settore.
Fortunatamente, però, non tutto è perduto.
Pur avendo perso lo smalto di un tempo, Vignola rimane sede di ottime realtà agricole che nonostante tutte le avversità continuano ad operare ottenendo risultati a livello nazionale e non solo. Su queste conoscenze bisogna ripartire e costruire un modello diverso, con idee innovative che permettano di valorizzare il marchio, di creare un prodotto con garanzia di qualità in grado di riaffermarsi sul mercato garantendo un ritorno economico.
Per far questo c’è bisogno di regole, c’è bisogno di un disciplinare che fornisca regolamenti e linee guida: questa strada è già stata percorsa da diversi prodotti tipici del territorio italiano e a nostro avviso rimane la sola da percorre.
Più in dettaglio, per quanto riguarda gli aspetti tecnici si possono evidenziare fin da ora alcune lacune del modello attuale.
E’ da ripensare il mercato ortofrutticolo inteso come luogo di conferimento della ciliegia: allo stato attuale delle cose il conferimento della frutta avviene pressoché senza alcun controllo di qualità sia del prodotto che della lavorazione.
Non deve accadere che prodotti di bassa qualità vengano confezionati e quindi venduti sfruttando il marchio della ciliegia tipica, perché questo provoca un enorme danno di immagine e di credibilità. È necessario imporre delle regole, applicare, farle rispettare in modo rigoroso e se è il caso, anche imporre sanzioni.
Altri aspetti importanti riguardano più da vicino le metodologie di produzione. L’applicazione di tecniche agricole avanzate deve diventare cosa quotidiana, come per esempio l’utilizzo di prodotti fitosanitari (vedasi la lotta integrata), metodo efficace e come tale da seguire e applicare.
Anche le tecniche di irrigazione stanno evolvendo e progredendo: esistono metodi che permettono un utilizzo più oculato delle risorse idriche, che garantiscano anche un minor sfruttamento del terreno.
Questo insieme di regole che servono a garantire un prodotto di qualità, devono però essere affiancate da un apposita strategia di marketing, oramai elemento imprescindibile per arrivare ad avere un prodotto di alta qualità quale è la Ciliegia di Vignola.
Rimandiamo a un prossimo intervento l’approfondimento delle questioni legate a marketing e comunicazione.
Purtroppo oggigiorno questo motore economico che ha permesso lo sviluppo di importanti attività artigianali, industriali e commerciali si è inceppato. Forse la cattiva gestione, l’eccessiva avarizia, mancati investimenti e le politiche di sviluppo errate hanno provocato una perdita di competitività e di interesse nel settore.
Fortunatamente, però, non tutto è perduto.
Pur avendo perso lo smalto di un tempo, Vignola rimane sede di ottime realtà agricole che nonostante tutte le avversità continuano ad operare ottenendo risultati a livello nazionale e non solo. Su queste conoscenze bisogna ripartire e costruire un modello diverso, con idee innovative che permettano di valorizzare il marchio, di creare un prodotto con garanzia di qualità in grado di riaffermarsi sul mercato garantendo un ritorno economico.
Per far questo c’è bisogno di regole, c’è bisogno di un disciplinare che fornisca regolamenti e linee guida: questa strada è già stata percorsa da diversi prodotti tipici del territorio italiano e a nostro avviso rimane la sola da percorre.
Più in dettaglio, per quanto riguarda gli aspetti tecnici si possono evidenziare fin da ora alcune lacune del modello attuale.
E’ da ripensare il mercato ortofrutticolo inteso come luogo di conferimento della ciliegia: allo stato attuale delle cose il conferimento della frutta avviene pressoché senza alcun controllo di qualità sia del prodotto che della lavorazione.
Non deve accadere che prodotti di bassa qualità vengano confezionati e quindi venduti sfruttando il marchio della ciliegia tipica, perché questo provoca un enorme danno di immagine e di credibilità. È necessario imporre delle regole, applicare, farle rispettare in modo rigoroso e se è il caso, anche imporre sanzioni.
Altri aspetti importanti riguardano più da vicino le metodologie di produzione. L’applicazione di tecniche agricole avanzate deve diventare cosa quotidiana, come per esempio l’utilizzo di prodotti fitosanitari (vedasi la lotta integrata), metodo efficace e come tale da seguire e applicare.
Anche le tecniche di irrigazione stanno evolvendo e progredendo: esistono metodi che permettono un utilizzo più oculato delle risorse idriche, che garantiscano anche un minor sfruttamento del terreno.
Questo insieme di regole che servono a garantire un prodotto di qualità, devono però essere affiancate da un apposita strategia di marketing, oramai elemento imprescindibile per arrivare ad avere un prodotto di alta qualità quale è la Ciliegia di Vignola.
Rimandiamo a un prossimo intervento l’approfondimento delle questioni legate a marketing e comunicazione.
Riccardo Gozzoli
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 12 Maggio 2009 15:37 )




