Home Blog Ex-Mercato: Attenzione al significato di "Recupero"

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Potremmo anche dire: quando l’evoluzione potrebbe fare più danno che utile.
Sfogliando “la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi” (mi riferisco alla bozza per l’esercizio 2008) ma anche il “Piano delle opere pubbliche” (settembre 2008, come richiamato dalla stessa ricognizione) viene ribadita la necessità di un percorso di recupero dell’area dell’Ex-Mercato Ortofrutticolo.
Per plasmare e rendere una possibilità concreta tutto questo, si è ricorso a diverse prospettive nell’ambito di workshop universitari o veri e propri studi di fattibilità,alcuni dei quali resi poi noti alla cittadinanza attraverso mostre e appositi happening.
Ora,poiché non è il mio primario obiettivo, tralascio l’evidente spreco di denaro pubblico prodotti da questi “studi di fattibilità”,ben oltre un mero esercizio compositivo nell’ambito della didattica universitaria, (che tra l’altro si succedono da anni), per dare alcuni elementi di riflessioni sullo scenario che si prospetterebbe se disgraziatamente, l’ex-mercato fosse davvero trasformato in qualcosa di differente da quello che oggi è.
Mi interessa invece catturare l’attenzione e dare qualche dato a chi magari non sempre coglie a fondo la complessità e gli effetti a lungo termine di una qualsiasi opera di “riqualificazione” o “recupero”.
 Prevengo da subito l’obiezione sollevata in più occasioni dal sindaco Adani stesso, ovvero che si tratta soltanto di ipotesi: qualsiasi cosa che venga costruita sul sito, sia esso residenziale , commerciale o direzionale in qualsiasi proporzione o superficie, aumenterà il traffico-generato attratto e la conseguente domanda di parcheggio.
Lo stesso verde, pur migliorando probabilmente l’effetto visivo “cemento”, sottrarrebbe parcheggio ad un’area già al collasso in questo senso (basti pensare all’effetto sotto gli occhi di tutti di una chiusura del mercato in occasione di feste o manifestazioni, quali la “festa della fioritura”).
Quale che sia la superficie considerata è, come ne consegue, chiaro a tutti che sia assolutamente arbitraria. Per questo, ribadisco che qualsiasi intervento atto a modificare l’esistente, nella migliore delle ipotesi toglierà parcheggio già necessario a tutta l’utenza che gravita attorno al centro (residenti, professionisti, commercianti, impiegati)
Posso dunque dare qualche dato per la riflessione personale (alla luce di un mio studio per la redazione della mia tesi di laurea) prendendo come riferimento uno degli scenari prospettati, un centro ad uso misto residenziale-direzionale-commerciale di 11.000 mq lordi: nell’ora di punta della mattina, potrebbero prospettarsi fino a 160 veh/h che diventano 459 veh/h nell’ora di punta serale, che andrebbero a gravare su di una viabilità sicuramente non preparata e idonea a gestire un simile flusso di traffico aggiuntivo.
Non scendo chiaramente nei dettagli della calibrazione e validazione di modelli e di tutto quanto ruota attorno ad un calcolo simile,che in questa sede non interessa, ma sottolineo nuovamente la fondamentale attenzione che deve essere posta nell’interpretazione del concetto di “recupero”, che non sempre significa “trasformazione”, onde evitare di compromettere in modo profondo e irreversibile la fruizione della città.

Chiara Tagliazucchi - Collaboratrice Lista Civica "Città di Vignola"
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